Un libro necessario a moltissimi, e superfluo per ancora troppo pochi

Subito dopo l’avvento del Covid, le cui conseguenze sulla socialità e sugli spostamenti avete visto tutti, ho ripreso in mano un libro scritto nell’evo precedente; l’era in cui sembrava assurdo girare mascherati soprattutto davanti alle casse dei supermercati o delle banche: in tutta la nostra esistenza era sinonimo di rapina. Mentre adesso sei obbligato, e basta solo questo a capire il ribaltamento collettivo che abbiamo subìto. L’ho ripreso in mano per gustare meglio quanto ci siano degli argomenti che proprio non vogliamo sentire, accada quel che accada. Il titolo è “Vivo senz’auto”, scritto dalla faentina Linda Maggiori, giovane donna educatrice di formazione e madre di 4 figli. Qualche anno fa insieme al marito sfasciarono la loro macchina in uno scontro e decisero di non averla più, era il 2011. Continue reading

Una visita in autoscuola

Sono in Sicilia e sto tornando verso casa mia con un grosso carico di birre nel carrello posteriore della bici che ho qui. Passo per una strada che di solito non faccio ma che di questi tempi è abbastanza libera per l’assenza di turismo che ha stravolto le abitudini anche di questo paesino di mare. Mi attira una scritta che non avevo mai visto prima, An.Ti.Pa: è un’autoscuola e rimango immediatamente estasiato dall’appropriatezza fonetica di un servizio del genere, per lo meno nella mia particolare visione del mondo. Fuori è appeso un cartello bello grande che invita a rinnovare la patente lì da loro e mi viene in mente l’idea di farlo: intendo “rinnovare-la-patente”, una cosa che non mi saltava in testa da anni per palese indifferenza. Continue reading

La lezione sprecata del Covid

In linea di massima il mantra dei giorni dello spavento, “nulla sarà più come prima”, era in realtà “aspettiamo che passi la bufera e ricominciamo da dove abbiamo interrotto”. Una versione nazionale del detto siciliano “calati juncu ca passa ‘a china”, piegati giunco quando passa la piena. Abbiamo di fatto ripreso la stessa identica vita di prima del Covid, e i tre mesi di clausura vissuti da tutti, e scambiati per responsabilità sociale e prova di maturità sbalorditiva per la società italiana, erano in realtà ben vigilati dalla paura personale per la propria singola esistenza, senza nessun afflato collettivo. Continue reading

Vittorio Colao contro il posto auto, chi vincerà?

Presentato al pubblico grazie a una sapiente uscita “imprevista” dalle stanze dei ministeri alle redazioni italiane, il progetto del gruppo guidato da Vittorio Colao è planato nella società italiana come una specie di Ufo. Naturalmente sono andato di corsa a vedere cosa prevedesse per la mobilità, la cui monocraticità automobilistica cerco di abbattere da fin troppo tempo, almeno nella testa delle persone. Continue reading

E ora passiamo ai disincentivi auto

E’ uno strano sogno, quello che abbiamo vissuto in questi mesi e che probabilmente stiamo continuando a vivere. Le nostre abitudini stravolte in profondità, ognuno ha scavato nel suo immaginario le risorse per adattarsi all’imprevedibile, e fortunato chi un immaginario funzionante ce l’ha. Tra questi la sempre meno rara specie dell’homo cyclens, essere ben definito da Didier Tonchet come un “inventore urbano”.

Chi avrebbe mai immaginato le lunghe file per entrare nei negozi di bici? E non solo per il distanziamento fisico, l’ho testato personalmente. Nei negozi, e lo testimonia anche il ramo di Confindustria che si occupa delle due ruote, l’Ancma, non ci sono quasi più biciclette, e questo da prima della decisione finale sul bonus. Continue reading

La riattivazione della bici riesumata

Dal 4 maggio ho visto un aumento notevole di mezzi a pedali, molti cigolanti. Un rapido giro dai miei negozi di fiducia mi ha confermato l’impressione: dalla riapertura sono stati sommersi di bici da rimettere in funzione. Le ho osservate: sono di sicuro mezzi riesumati da cantine, balconi, cortili, rimaste all’aperto, quasi tutte con catene arrugginite, lubrificazione disseccata, consistenti strati di sporcizia accumulata per semplice abbandono. Vorrei fornire qualche suggerimento per rimetterle in funzione, togliendo gran parte della fatica inutile ai professionisti della meccanica. Continue reading

Il ruggito del leone, il latrato della iena

Prima di iniziare a leggere vorrei che faceste caso all’aria che respirate. Pulita, vero?

Dal momento della glaciazione che ha colpito l’antropocene abbiamo assistito a dei fenomeni che non avremmo mai creduto possibili nella nostra esperienza della realtà. Abbiamo visto chiaramente il fondo dei canali di Venezia e abbiamo scoperto con meraviglia che ci sono i pesci. Venezia è nota in tutto il pianeta, e tutto il mondo ha visto quelle immagini. A Roma si è vista l’erba crescere tra i sanpietrini di piazza Navona; avete fatto caso al ponte crollato sul fiume Magra: l’acqua, sotto quella grossa fettuccina scotta, era cristallina come il Magra solitamente non è. Continue reading

“Nostra patria è il mondo intero”. Nella galassia accanto

Abbiamo letto tutti del robusto stop alle attività non essenziali, e andando immediatamente dopo a guardare nelle carte ufficiali abbiamo capito tutti immediatamente che di robusto aveva solo la presa in giro. Al terzo e quarto posto della lista per esempio c’erano e ci sono ancora le attività estrattive, carbone e idrocarburi (e servizi connessi). Poi c’è la metallurgia, roba che risale a prima dell’età del ferro e che potremmo serenamente fermare per un bel po’ solo limitandoci a non costruire niente, non dico per sempre ma per pochi anni, e semmai recuperare le varie scorie della nostra bulimia. Poi già abbiamo capito che era uno scherzo. Continue reading

Sicurezza in bici, se entra in campo Susanna Tamaro siamo a posto

A un certo punto di questo mio intervento citerò una data: 2 febbraio 1927. Ma parto da tempi più recenti, cioé dal 3 marzo di quest’anno: sul Corriere della Sera appare un intervento di Susanna Tamaro che parla di sicurezza in bici prendendo spunto dalla tragica fine del giovanissimo Matteo Prodi, ucciso in bicicletta a Bologna da un automobilista che poi si scoprì essere uno storico collaboratore del suo prozio Romano e di suo nonno Vittorio. Quest’ultimo è un dato inessenziale ma serve a far capire l’interconnessione di noi tutti in strada. Continue reading