Aggiustaggio agrourbano popolare

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Questa città, Roma, è ridotta in condizioni così abiette che neanche la riparazione di una fontanella rotta da tempo, nel parco della Caffarella, e sollecitata più volte non solo da singoli ma dal Comitato del Parco della Caffarella, che ne gestisce una parte con il Casale del Parco Vigna Cardinali, riesce ad avere un esito istituzionale normale.

Nella foto sopra vedete la fine della storia, con un volontario idraulico che ha preso la borsa degli attrezzi e s’è inventato un “nasone”, il tipico tubo ricurvo e forato in alto che dà il nome alle fontanelle romane (I nasoni appunto). L’inizio della storia invece è nell’immagine sotto.

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In mezzo c’era l’appello via Facebook del Comitato. Solo dopo questo si è venuti a conoscenza della vicenda e il volontario ha messo fine alla storia. L’appello è nella terza foto, qui sotto.

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Piccoli promemoria – Seconda puntata

(la prima puntata è qui)

Appare evidente che i nostri stimoli su ciclabilità e programmi elettorali dei candidati romani cominciano a fare breccia, probabilmente per il notissimo meccanismo della concorrenza.
Premetto un’avvertenza: anche in questo caso, e finché ne ho la forza, ometterò giudizi su quanto detto da questo o quel candidato. Intendo questi appunti come (l’ennesimo) servizio che offro a una comunità ciclistica in crescita e consapevole. Invito perciò chi legge a non attribuirmi preferenze o simpatie, e altresì a pensare che non sono così ingenuo da non sapere che in fase di campagna tutti promettono tutto a tutti: ciò che mi interessa, qui, sono le parole che usano i candidati, i metamessaggi che a loro insaputa li qualificano o dequalificano ai miei/nostri occhi di ciclisti consapevoli. A voi il giudizio. Continue reading

Piccoli promemoria per le elezioni romane – prima parte

Come tutti i romani, e nel mio immensamente piccolo ruolo di promotore di cultura della ciclabilità moderna, sto cercando di capire come agire in vista delle comunali a Roma. Fisso qui alcuni appunti che riguardano l’interazione con i candidati, promettendo di continuare al continuare di queste interazioni (astenersi destrorsi, please). Continue reading

Domenica a Roma boicotta il Pd

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Domenica 6 marzo 2016 il Pd romano organizza le primarie (scusate il turpiloquio) per scegliere (scusate il lessico truffaldino) chi dei vari candidati (scusate la pochezza) dovrà offrirsi all’elettorato come prossimo sindaco di Roma per il cosiddetto centrosinistra (scusate, nell’ordine: elettorato, sindaco, centrosinistra).

Nella foto di apertura vedete i bei volti allegri e positivi di chi, l’anno scorso, ha sostenuto continuamente e (con 1.200 firme) proposto la pedonalizzazione di via Urbana: pedonalizzazione affondata dagli esponenti del Pd romani del I° Municipio e del Campidoglio.

Certo, la vicenda di via Urbana è solo una delle tante occasioni mancate per la cittadinanza e una delle prove dell’inconsistenza ma soprattutto dell’intrinseca natura truffaldina di chi fa professione politica nel Pd di Renzi. Noi dobbiamo boicottare costoro e quel partito di sequestratori della buona politica.

Vi invito perciò, domenica prossima, ad andare tutti nei bar limitrofi agli sfrontati banchetti “primarie” Pd e spendere lì i 2 euro richiesti per esprimere la propria preferenza. Non prima, però, di averli mostrai a chi tiene il banchetto, con il messaggio “con questi ci faccio una bella colazione alla faccia vostra”. 

Duro in Mongolia



Dipinto liberamente tratto da questo avvenimento.

Olio su resto di banner in Pvc, telaio autocostruito (come puo’ essere altrimenti, soprattutto in questo caso), 119×42 cm.

Duro e’ la marca sconosciuta del copertone che sostitui’ la Schwalbe. Ho forato solo una volta, a Cuba.

Questo dipinto celebra la sua utile umilta’.

Quella e’ la sua impronta.

Come fu che mi ritrovai, inconsapevole, a sostenere le Olimpiadi a Roma

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Seguitemi in questo discorso e cercate di perdonarmi, ché sto vomitando bile da ieri e magari mi spiego male.

Come chi mi legge saprà, da qualche tempo nella Roma che vorrebbe riagganciare la modernità stradale -dunque la Roma dell’attivismo ciclistico- si parla e ci si dà da fare anche per il Grab, il Grande raccordo anulare delle biciclette, un’evoluzione del Gsa (Grande sentiero anulare) di Marco Pierfranceschi, cicloattivista di lungo corso ed esperto di sentieri e tratturi dell’Urbe. Qui trovate una storia di come siamo arrivati al Grab.

Allo stesso tempo, nei piani alti di questa città, si progetta da tempo di fare le Olimpiadi del 2024 a Roma. La candidatura è ufficiale eccetera. Continue reading

Doppia corsia ciclabile popolare al Tuscolano

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Stavolta gli #anonimiattivisti si sono superati e hanno regalato due corsie gemelle, una per senso di marcia, alla città di Roma e alla sorellona primogenita, Santa Bibiana.
Siamo al Tuscolano, sotto il ponte ferroviario dell’omonima stazione, zona semicentrale.

Alle 8 di domenica mattina, in venti persone, con 100 euro di spesa e un tempo dilatato per l’attesa dell’apertura del ferramenta di fronte per comprare altra vernice (comunque meno di due ore in tutto, il lavoro effettivo si dice sia stato meno di un’ora) sono state creati due percorsi per passare in probabile sicurezza, visti gli esiti della prima ciclopop prodotta tra Esquilino e S.Lorenzo, sotto il ponte. Segnalo ai non romani che il luogo normalmente mette una qualche ansia anche ai più coriacei.

Da quel che mi raccontano fonti all’interno della masnada dedita al servizio autonomo di decoro urbano, costoro non hanno alcun messaggio da recapitare agli inerti amministratori di Roma, sia si tratti di un sindaco regolarmente eletto sia si tratti di un commissario nominato dal governo: “non ce ne frega niente”, dicono. “Il nostro messaggio, se qualcuno vuole coglierlo, è alla cittadinanza romana: ci siamo anche noi“.

Nel frattempo, vi segnalo che c’è questa petizione da firmare.

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Ci state suicidando tutti

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Non è che ci voglia molto a capire quali siano le cause dell’inquinamento atmosferico in città. Per brevità vi rimando a questo post di Alberto Fiorillo, responsabile delle Aree urbane di Legambiente.
Ciò che a me preme qui è condannare l’inerzia pluridecennale che da un lato ci ha portato, tutti, in una situazione di pericolo serio, e dall’altro ha favorito per motivi totalmente contingenti (occupazione, mammella fiscale da spremere) l’industria e l’indotto automotive. Il tutto mentre altri paesi più intelligenti del nostro avevano, con lungimiranza, limitato la crescita parossistica del parco auto circolante.

Ora, noi ci troviamo davanti a questa impasse: auto e indotto rappresentano il primo contribuente italiano, e nessun governo italiano (quindi per definizione ispirato dalla contingenza, assente in lungimiranza e prono solo alla conservazione del potere) ucciderà mai la gallina dalle uova d’oro. Poco conta sapere che tra 20 anni potremmo avere un risparmio sanitario colossale, che ripagherebbe di ogni mancato introito e resterebbe strutturale: ciò non viene preso in considerazione, proprio per la brevimiranza degli amministratori italiani.

Abbiamo solo una chance davanti a noi per uscire da questa palude mefitica in cui ci siamo cacciati collettivamente: rifiutare l’uso dell’automobile, cambiare abitudini di spostamento; e strozzare così, dalla base, la famosa gallina. Le azioni politiche seguiranno. Potrebbero farlo, finalmente costrette. Altrove si agisce su questo da anni, e si prosegue su quella strada. 

Intanto cominciamo noi: abbandoniamo l’uso dell’auto privata. Rottiamiamole. E’ urgentissimo. Come si è visto, ne va della vita.