Le nostre vite cheap

Ieri sera è toccato a Jonathan. Un ragazzo canadese di 22 anni, presumibilmente felice di essere venuto a studiare o quel che è in un luogo il cui nome è leggendario nel mondo, ma non certo per i suoi attuali meriti. Un luogo che dovrebbe invece essere evitato e, come la Orano de “La peste” di Camus, isolato dal resto del mondo per motivi di emergenza sanitaria. Nel nostro caso mentale. L’epidemia di aggressività stradale è in aumento, complice sia la cultura generale, sia l’uso smodato di cocaina, sia la certezza di impunità non dico giuridica ma direttamente dalla riprovazione sociale, strumento di autocontrollo collettivo ormai fortemente ridotto se non svanito.  Continue reading

Monti, Prosperetti e lo spauracchio della movida romana

Torno brevemente sulla vicenda dell’isola ambientale di Monti. Chi segue attentamente la vicenda sa che il progetto si è sviluppato nel 2014 a partire da via Urbana, all’epoca chiusa per un anno al transito (lavori Italgas). Negli anni il progetto di risanamento di questa piccola parte del rione romano (dove abito) si è esteso all’intero rione, che grossomodo è l’antica Suburra della Roma antica: prima, seconda e terza maniera (monarchia, repubblica, impero).  Continue reading

Sostantivo rafforzativo

lovebibiana

Tanto per ricordare cosa intendiamo per condivisione dello spazio, è stato aggiunto al pittogramma della bicicletta il sostantivo love (in inglese magari lo capiscono pure i visitatori occasionali di Roma). Qui un recente intervento spontaneo nel tunnel di Santa Bibiana, la cui prima apparizione risale al 30 novembre 2014 e la cui sistemazione ufficiale, decisa dopo mesi di inutili minuetti, stop and go, ribaltamenti vari ancora non è iniziata anche se sappiamo che l’appalto è stato assegnato.  Continue reading

Evoluzione umana urbana

scimmia-su-cabrio

E’ fatto noto in antropologia che le condizioni ostili stimolino -soprattutto nella specie umana- una reazione: “come posso evitare/superare/sconfiggere questo guaio che ho di fronte?”. Il nostro modo forte ed estremamente flessibile di reagire all’ambiente ostile ci ha fatto diventare il vertice assoluto delle specie animali su questo pianeta, per il momento. Ciò non è dibattibile: è assodato.

Trasportato nell’istante, trovo che chi si muova in bicicletta oggi in ambiente urbano sia nella migliore posizione per rivendicare il primato della specie -urbana- sottoposta alle massime pressioni dall’ambiente circostante e che stia dunque sviluppando, al netto delle perdite, una incredibile resistenza/resilienza/reazione a un ambiente profondamente ostile, praticando nuove tecniche di sopravvivenza che riesce a trasmettere al resto della tribù con una notevole efficienza: cosa che lo sta portando al vertice dei Primati urbani contemporanei. Continue reading

Pausa di riflessione

sensata

Con enorme sollievo non sono più un dipendente dell’amministrazione capitolina, e questo dal 4 maggio scorso. I motivi sono in larghissima parte personali e non coinvolgono in alcun modo l’amministrazione politica attuale. Per quello che può interessare il pubblico dico che mi era ormai impossibile avere un rapporto così stretto con i dipartimenti, con cui lo scontro era (ed è ancora) pressoché totale.

Continuo a collaborare sui temi della ciclabilità, ma in forma per ora privata e volontaria, con chi ha la responsabilità politica di Roma. Con una formulazione differente tra qualche mese. Fino ad allora seguo vicende mie -accantonate da tempo anche per il mio servizio civile– che non riguardano nessuno, in massima parte fuori Italia e fuori Roma.

In questa esperienza semestrale, terribile dal punto di vista sociologico, antropologico e logico ma estremamente interessante dal punto di vista del viaggiatore (mai stato così lontano dal mio paese come in questo caso) ho conosciuto anche persone molto interessanti e innamorate del servizio pubblico: è stato un privilegio aver fatto un pezzo di strada insieme, e stimo che continuerà con forme migliori.

Roma deve diventare ciclabile anche a prescindere da chi ha la penna in mano e non firma per la ciclabilità. La penna è in mano alla burocrazia, che non la molla e scrive spesso il contrario di quanto chiesto, o fa in modo che diventi il contrario, o blocca il processo con motivazioni ridicole.

Non ci vuole molto coraggio per mandare a quel paese questa burocrazia. Per ora ho cominciato io.

Ps: la mia soddisfazione principale è stato di riavviare un dialogo interrotto tra amministrazione capitolina e soprintendenze varie, che ha portato allo sblocco della ciclabile Nomentana, dell’acquisto di rastrelliere, della riqualificazione dell’Appia Antica; di aver fatto modificare progetti non in linea con le esigenze del ciclismo urbano moderno come su Prenestina e di aver chiarito a chi progetta quale sia il metodo da seguire; di aver ottenuto dal governo i soldi richiesti per il Grab, la cui stima irrealistica (8 mln) avrebbe portato a poco più di un buon circuito senza servizi, mentre ora può mettere mano alla riqualificazione dell’area del Colosseo, al percorso in sicurezza da Termini per i turisti che arrivano da stazione e aeroporto, alle 4 grandi velostazioni moderne: per un totale di quasi 15 milioni. Più altre sorpresine che arriveranno nel tempo e di cui è prematuro parlare. Per il resto solo amarezze e almeno due scazzi al giorno, in media e week end compresi, con “gli uffici”. Quanto sopra non è un bilancio completo. 

Bacidibici

Io sto con Virginia


Proverò a essere più chiaro del solito per far capire che mi metto fino in fondo dal lato della sindaca di Roma.

Mi fanno schifo le grandinate di attacchi di qualsiasi caratura a Virginia Raggi e al suo (suo come capofila di una idea di amministrazione) tentativo di condurre Roma. E mi intristiscono le persone che accettano acriticamente ogni narrazione mediata, solo perché a pelle gli stanno sul cazzo i 5 stelle e vengono confermati nelle loro scelte. Scrivendo poi argute castronerie sui social, credendoci davvero.

Niente complottismo: è del tutto palese il tentativo di disarcionare questo gruppo di estranei al consueto trantran romano. Magari un giorno magneranno pure loro, ma adesso non possono, anche per la famosa inesperienza. Tant’è.

È in atto a Roma -e lo vedo ogni giorno- un continuo perseguire la narrazione di un disastro che non c’è. Semmai c’è timidezza e lentezza nel realizzare gli obiettivi, e non credo che mettere prima in ordine i conti sia come mettere in ordine il laboratorio prima di iniziare un lavoro importante. Ma io non ho vinto le elezioni e forse sbaglio.

Ad agire sono due forze, che in realtà sono due artigli della stessa zampa: l’élite economico-politica e il bassofondo amministrativo. Il primo artiglio attacca e il secondo usa il peso come arma. Il peso dell’inerzia creativa.

Cerco di spiegate il secondo aspetto della guerra a Raggi, il primo si autoesplica senza vergogna come ai tempi di Marino. Esiste un vasto mondo che agisce sotto lo scudo dell’anonimato, quello dei dipartimenti e del personale dirigenziale sui vari livelli. Qui si usa ciò che definisco inerzia creativa: l’ostacolare (badate bene: con molto lavoro) ogni decisione politica con fiumi di carta e inchiostro che rendono innocua o zoppa l’indicazione; o la bloccano utilizzando la normativa, nel cui enorme utero trovi tutto e il suo contrario; l’interpretazione; infine, il diniego di firma anche per omissione, poi spiegato con fiumi assertivi di commi e precedenti. In ogni caso di buona fede interviene costante la differenza ontologica, a volte mi viene di sentirla antropologica.

[A me sta capitando con: la realizzazione di Santa Bibiana e della ciclabile alla Magliana dove è morto Marco Artiaco; con l’installazione di rastrelliere in luoghi utili; con le bici in tram (questa pare passata ma la inseguivo da un mese abbondante). Ho molti esempi macro e microscopici ma devo tacere per non rovinare gli obiettivi di cui sono portatore].

Il senso di questo comportamento dovrebbe essere -mi ci arrovello da due mesi e posso abbozzare un’idea- il seguente: i grillini sono un corpo estraneo all’amministrazione capitolina e 1) non amano lavare l’altra mano 2) non assicurano un futuro lavorativo senza impegno e senza lode 3) non contano un cazzo anche se hanno preso il 70%, quindi non ci si compromette con loro perché, sai, un domani ci chiedono conto quelli grossi.

Potete anche non credermi ma sta andando davvero così: è veramente semplice usare la tendenza al complottismo mostrata per anni dal 5S per irriderli ora che hanno davvero dei nemici. Come la storia di Pierino che gridava al lupo. In questo sono stati cretini, davvero. 

Ps

Molti compagni mi biasimeranno nel sostegno ma sbagliano: a sinistra non c’è proposta e si resta nel pantano del so’ mejo io ma nun te lo posso dimostra’. Per il momento taccia e cerchi di ascoltare (il che significa ascoltare).