A Monti c’è chi vive con bile


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In questa foto molti sono residenti a favore della pedonalizzazione. Quelli contrari erano così sgradevoli che ho evitato di sollecitarne ulteriormente l’astio fotografandoli, ma appaiono qui e lì)

Ennesimo agguato, perché altre parole non rendono l’idea, del “Comitato Monti Vivibile”, costituitosi ad hoc per impedire la pedonalizzazione di via Urbana, durante un sopralluogo del consiglio municipale sulla via. Il sopralluogo era stato deciso per prendere le misure della via, visto che ci sono dubbi sulla veridicità del parere dei vigili, che di fatto consiglia nuovamente il parcheggio (i particolari qui). Il comitato era stato avvisato dalla consigliera antipedonalizzazione Nathalie Naim.

A guidare la delegazione il presidente del consiglio municipale Yuri Trombetti, accompagnato dai consiglieri Stefano Marin e Stefano Tozzi. I tre sono stati aspramente apostrofati dal comitato di cui sopra, perché rei di essersi dati appuntamento davanti al negozio di Renato Gargiulo, primo firmatario della petizione popolare (oltre 1.200 firme) che chiede la pedonalizzazione. Gargiulo, peraltro, è stato tacitato dalla funzionaria dei vigili, chiamata da Trombetti per dare spiegazione del parere negativo, sostenendo che non potesse parlare. Ma queste sono miserie che lasciano il tempo che trovano, anche se l’aggressione (verbale) è continuata. Attenta osservatrice anche la consigliera Giusi Campanini, favorevole alla pedonalizzazione.
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Più importante invece è che sia stata letteralmente impedita la misurazione della via. I tre consiglieri sono stati subissati ma hanno replicato egregiamente alle affermazioni, a mio parere ben più che bislacche, dei contrari. Da notare che la vigilessa ha esplicitamente affermato che “bisogna tutelare il diritto di parcheggio dei residenti”. Trombetti ha replicato, tra l’altro, “figurarsi se il sindaco si fa condizionare da questo parere”.
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(qui sopra da sx Trombetti, Marin e Tozzi. Ad accendere la sigaretta con il mio accendino il vigile estensore del parere: j’ho dato fòco ;->)

Non ho preso appunti, dato il mio ruolo di direttamente coinvolto nella vicenda e non di oggettivo osservatore. Ma ho capito che i consiglieri intervenuti (con l’eccezione, inspiegabile, di Nathalie Naim, lista civica Marino) se prima avevano dubbi sulla correttezza del parere, ora hanno la certezza che sia campata in aria. Lo stesso Trombetti ha poi affermato che nella delibera di giovedì verrà recepita interamente la memoria della giunta che propone il divieto totale di sosta, i doppi parapedonali e l’istituzione di un’isola ambientale.

Ma resta alto l’allarme per un ormai quasi certo blitz durante il consiglio municipale, giovedì 5 marzo a partire dalle 09:00 in via della Greca 5, di questo comitato piuttosto invasivo. Chiedo a tutti di venire al consiglio a mantenere alta la vigilanza democratica. Ne va del futuro di iniziative simili, di cui l’esperienza di via Urbana è forse capostipite.

I 12 porcellini

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Questo potrebbe essere un racconto di fantasia, ma purtroppo non lo è. E’ però una scena degna della migliore tradizione di  B-movies all’italiana. Sapete, quei film con Alvaro Vitali e Bombolo.

Si narra che in via della Greca, a Roma, dove ha sede la consiliatura del Municipio I, oggi si sia svolta una sceneggiata con cartelli, urla e promesse di danni elettorali a carico di quegli incauti, tra i consiglieri, che avessero in mente di pedonalizzare via Urbana. Di più, che anche solo osassero togliere 12 posti auto dalla via, così come promesso agli esagitati da una loro rappresentante in consiglio, una signora che ha avuto la disavventura di legarsi a questo carro pericolante e potenzialmente mortale per la propria credibilità sociale ancor prima politica (e minoritario). Sui 12 posti degli altrettanti porcellini si è diciamo ragionato nel corso delll’audizione incautamente offerta dalla consiliatura.

Dicono che una 30-40 di persone vocianti e addobbate con rettangoli cartacei -il cui contenuto lessicale non mi è stato ahimé riportato- abbiano tacitato persino i più moderati tra i consiglieri che hanno in esame la proposta, portata avanti da una pacifica e civile società, ben più consistente e meno ululante della loro. Loro ululì, noi non ulu ma qua.

Narrano di sbalordimenti negli occhi del presidente della commissione cultura e mobilità che li aveva chiamati in audizione; in quelli dell’assessore alla mobilità, che se dapprima era poco decisa nella sua azione ora abbia preso una decisione, anche grazie al commando ultrà audito oggi.

Sono tutte narrazioni, ma come ogni favola -anche se bieca- questa porta una morale di fondo. La cagnara fatta da costoro, che usano a sproposito l’aggettivo “Vivibile” accostato a quello del rione di pertinenza, non è una lotta per evitare una fantomatica movida ma ha un solo, evidente, da noi sempre segnalato scopo:

parcheggiare la propria vetturetta

 

Nasce il Progetto Argiletum

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Il caso di via Urbana ha fatto scuola: è di oggi una lettera, firmata per ora da 9 commercianti di via Madonna dei Monti, in cui si propone alla minisindaca Sabrina Alfonsi (primo Municipio di Roma, il centro) la pedonalizzazione della via.
Si tratta in sostanza dell’antico Argiletum, il sentiero in argilla che univa la Roma quadrata al suburbio che nacque sotto al Palatino: la Suburra, appunto.

L’idea sarebbe rivitalizzare l’antico percorso, oggi ancora vivo ma bistrattato, direi violentato, dalle auto in sosta. Il primo Municipio ha sempre detto che via Urbana pedonale era un po’ esagerato, se non si pensava a un riordino del rione.

Ed ecco qui la proposta: ora non ci sono scuse.

Di seguito la lettera dei commercianti.

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Con la seguente vogliamo informare la Presidente e tutto il Consiglio di Municipio della nostra volontà di dare vita ad una associazione di strada di esercenti e residenti di Via della Madonna dei Monti.

Questa esigenza nasce innanzitutto dal desiderio di contribuire in maniera attiva alla salvaguardia del decoro della nostra strada, tutelare le attività produttive che vi operano e la qualità della vita di chi vi risiede.

Questo impegno è stato stimolato, inizialmente, dalla necessità di monitorare lo svolgimento dei lavori di rifacimento del manto stradale conseguenti agli interventi per alcuni sottoservizi di Italgas, controllarne la tempistica e garantire la salvaguardia di tale intervento.

Inoltre, a seguito della mobilitazione da parte della Associazione di Via Urbana per una pedonalizzazione della loro strada, è emerso anche da parte nostra un interesse riguardo tale intervento.

Siamo infatti convinti che tale scelta porterebbe differenti vantaggi a questa parte della città, come già parzialmente avvenuto con l’intervento che ha riguardato Via dei Fori Imperiali.
La pedonalizzazione di Via della Madonna dei Monti darebbe, secondo noi, un forte contributo alle attività commerciali e artigianali esistenti, ma soprattutto restituirebbe spazi di vita alla cittadinanza, preserverebbe il patrimonio artistico dell’area e attraverso la realizzazione di un itinerario pedonale ne valorizzerebbe cultura e storia.

Via della Madonna dei Monti, Via Leonina e Via Urbana sono storicamente un continuum che legava i Fori Imperiali al Rione più antico di Roma ed è un peccato che un così importante asse viario sia abbandonato all’oblio della “non comunicazione”, limitando la possibilità ai romani e ai turisti di conoscere gli splendori che vi sono celati.

Il Rione contiene inoltre un patrimonio di attività artigianali che sono lasciate a se stesse, scarsamente tutelate e penalizzate da un processo di trasformazione della tipologia di offerta che ne fa perdere la propria originalità rischiando una tendenza alla omologazione ai peggiori modelli di offerta turistica di bassa qualità. Per questo siamo convinti che il flusso veicolare danneggi questo fragile tessuto e che solo l’attraversamento pedonale permetta di scoprire queste attività ancora esistenti sul territorio.

Riteniamo pertanto fondamentale dare il nostro contributo alla realizzazione di un’altra idea di città, più attenta alla qualità della vita dei propri cittadini e alla sostenibilità ambientale, capace anche di proporre una idea differente di turismo di livello culturale più elevato e più sensibile al valore dei luoghi che si trova a visitare.

Da parte nostra siamo consapevoli delle problematiche che un tale intervento potrebbe generare, ma siamo convinti che queste si possano affrontare attraverso un percorso partecipativo ampio che coinvolga residenti, attività commerciali e istituzioni atto a trovare soluzioni idonee che consentano nel tempo un riscontro positivo di tale scelta per gli abitanti e le attività della strada, del Rione e della città tutta.

Pertanto in tale progetto stiamo avviando un dialogo con differenti attività presenti sul territorio e in particolar modo abbiamo aperto una interlocuzione con il Dipartimento di Architettura di Via della Madonna dei Monti che si è mostrato favorevole a realizzare una collaborazione tecnica sugli interventi necessari alla realizzazione di tale progettualità con la possibilità anche di contribuire a un piano complessivo sulla viabilità del Rione.

Ci impegnamo in questa ottica ad aprire un dialogo con tutti i residenti e le attività interessate e a contribuire in tal modo in maniera propositiva al lavoro delle nostre rappresentanze istituzionali.

Roma, il 6 febbraio 2015

Primi firmatari.

La Casetta, Via Madonna dei Monti 62

Dall’Antò, Via Madonna dei Monti 16

Fafiuche, Via Madonna dei Monti 28

Monti e dintorni, Via Madonna dei Monti 33

Mimmo Viola, Via Madonna dei Monti 82

94 tele, Via Madonna dei Monti 94

Pulika Raffaele Calzini, Via Madonna dei Monti 13

La Taverna dei Fori Imperiali, Via Madonna dei Monti 9

Taverna Romana Monti 79, Via Madonna dei Monti 79

In 10 contro 1.200: è “lo strano caso di via Urbana”

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Oggi un geniale titolo su uno screditato quotidiano romano riporta in auge il passatempo preferito dell’Italia del crepuscolo berlusconiano: il ribaltamento della realtà dei fatti.
Si parla ancora della pedonalizzazione di via Urbana. Il titolo del pezzo si risponde da solo: il caso è strano perché è falso l’assunto di base, ovvero che i residenti siano contrari. Di seguito vi spiego perché.  Continue reading

Il giocoso inverno di via Urbana

La vicenda di via Urbana, vicolo storico nel cuore della Suburra, sta facendo discutere tutta Roma, e non solo. La richiesta, forte, di pedonalizzazione della via, fino all’altroieri un parcheggio abusivo sui due lati (larghezza media 7,20 mt) nasce incredibilmente dall’associazione di strada che raduna i commercianti: tutti o quasi artigiani: vecchi e nuovi. E si è allargata a dismisura: c’è un gruppo Facebook con oltre 1.600 aderenti, una raccolta firme che si avvicina al migliaio, e parecchie di queste sono di abitanti della via e del rione. I contrari sono all’incirca una decina.

Tuttavia l’entusiasmo per una prospettiva che dà respiro e speranza agli indigeni -tra cui me- non ci consente di goderci semplicemente il consenso: lo vogliamo ampliare, e far sì che questo diventi un esempio di scuola per tutti.

Abbiamo quindi organizzato, per domenica 4 gennaio 2015, una giornata di giochi in strada: di seguito l’invito, però vorrei che capiste quanto sia importante far circolare la voce, con condivisioni sui social e anche il tam tam analogico che da sempre gli umani usano.

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Immaginate che sulla strada al posto delle auto parcheggiate appaiano dei comodi divani, delle sedie con delle persone che chiacchierano. Immaginate di poter correre, giocare, passeggiare in tutta tranquillità su quella strada che fino ad oggi ha avuto una sola utilità: essere la strada delle automobili, un luogo di passaggio. Immaginate di poter utilizzare la via per lo svago ed il gioco. Venite con i vostri figli, portate palle, biciclette . monopattini. Ritroviamo i vecchi giochi di strada come Campana o salto alla corda. Trasformiamo per un giorno Via Urbana in luogo di svago per grandi e piccini

 

Casal Palocco a via Urbana (il disagio)

Via Urbana pedonale, c’è un’evoluzione negativa. Ve la racconterò tra poco, ma prima vorrei che guardaste questo bel brano tratto da Caro Diario, di Nanni Moretti. Un film che ha ormai una ventina d’anni ma è più che mai attuale, in una Roma rattrappita e chiusa su sé stessa. O, almeno, una parte di Roma.

Dunque: ieri, su mia richiesta, è venuta per un confronto/sopralluogo sulla via che vorremmo finalmente liberata dalle auto un’assessora del primo Municipio, Anna Vincenzoni. La notizia del suo arrivo si è sparsa (meno male, aggiungo) e all’incontro hanno partecipato un gruppetto di residenti della via, circa 8, preoccupatissimi per la possibile pedonalizzazione: alcuni proprio infuriati.

Si è così creata un’assemblea spontanea cui hanno partecipato una trentina di persone, tra cui qualche consigliere comunale anche di opposizione. L’occasione dunque ha avuto ancora più valore.

Meno valore invece, al netto delle menzogne e dei tentativi di sviare il discorso dall’argomento, gli argomenti addotti: il più ridicolo di tutti è “Roma non è Copenhagen”, frase appesa al nulla e che niente significa (a parte il fatto che Roma semmai è meglio di Copenhagen); il meno ridicolo, ed è tutto dire, è stato “se pedonalizziamo poi viene la movida/aprono i bangladesh che vendono le birre”. In mezzo di tutto: accuse personali -infondate-, commenti saccenti vista la mia presenza (“e sì, mo’ tutti in bicicletta”), addirittura “m’hanno rigato la macchina”.
Ognuno dei fieri oppositori sosteneva di non parcheggiare sulla via (mentre io so che ognuno lo fa), di volere la sicurezza per i pedoni “ma non si fa con la pedonalizzazione”.
Insomma il disagio middle class reso evidente.

Ed è lì che mi è venuto in mente il brano di Caro Diario: diceva l’allora splendido quarantenne “[….] sento tutto un odore di tute indossate al posto dei vestiti, un odore di videocassette, cani in giardino a fare la guardia e pizze già pronte dentro scatole di cartone”. Il rinserrarsi, voleva dire, dentro le proprietà, separati gli uni dagli altri, centinaia di esistenze monadiche scollegate dalla vita del quartiere nato a ridosso di Roma.

“Eppure Roma era bellissima negli anni ’60, perché ve ne siete andati?”, dice Moretti a un occasionale passante (che ha in mano due Vhs).

Ecco: Roma era bellissima e la rivogliamo bellissima. Ma adesso è la casalpalocchitudine sbeffeggiata da Moretti a essere venuta a Roma, anche nel suo cuore più profondo: la Suburra.

Il dentro astioso verso il fuori, il rinserramento invece dell’apertura, una socialità rivolta altrove e un desiderio di solitudine. E il garage per la vettura: sì, perché al fondo di ogni opposizione alla pedonalizzazione aleggia il non detto, il mai detto per non mostrarsi per ciò che si è: un/a egoista. “Voglio la macchina sotto casa”. 

E questa è la vera, l’unica, ragione del no!.