Doppia corsia ciclabile popolare al Tuscolano

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Stavolta gli #anonimiattivisti si sono superati e hanno regalato due corsie gemelle, una per senso di marcia, alla città di Roma e alla sorellona primogenita, Santa Bibiana.
Siamo al Tuscolano, sotto il ponte ferroviario dell’omonima stazione, zona semicentrale.

Alle 8 di domenica mattina, in venti persone, con 100 euro di spesa e un tempo dilatato per l’attesa dell’apertura del ferramenta di fronte per comprare altra vernice (comunque meno di due ore in tutto, il lavoro effettivo si dice sia stato meno di un’ora) sono state creati due percorsi per passare in probabile sicurezza, visti gli esiti della prima ciclopop prodotta tra Esquilino e S.Lorenzo, sotto il ponte. Segnalo ai non romani che il luogo normalmente mette una qualche ansia anche ai più coriacei.

Da quel che mi raccontano fonti all’interno della masnada dedita al servizio autonomo di decoro urbano, costoro non hanno alcun messaggio da recapitare agli inerti amministratori di Roma, sia si tratti di un sindaco regolarmente eletto sia si tratti di un commissario nominato dal governo: “non ce ne frega niente”, dicono. “Il nostro messaggio, se qualcuno vuole coglierlo, è alla cittadinanza romana: ci siamo anche noi“.

Nel frattempo, vi segnalo che c’è questa petizione da firmare.

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Ci state suicidando tutti

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Non è che ci voglia molto a capire quali siano le cause dell’inquinamento atmosferico in città. Per brevità vi rimando a questo post di Alberto Fiorillo, responsabile delle Aree urbane di Legambiente.
Ciò che a me preme qui è condannare l’inerzia pluridecennale che da un lato ci ha portato, tutti, in una situazione di pericolo serio, e dall’altro ha favorito per motivi totalmente contingenti (occupazione, mammella fiscale da spremere) l’industria e l’indotto automotive. Il tutto mentre altri paesi più intelligenti del nostro avevano, con lungimiranza, limitato la crescita parossistica del parco auto circolante.

Ora, noi ci troviamo davanti a questa impasse: auto e indotto rappresentano il primo contribuente italiano, e nessun governo italiano (quindi per definizione ispirato dalla contingenza, assente in lungimiranza e prono solo alla conservazione del potere) ucciderà mai la gallina dalle uova d’oro. Poco conta sapere che tra 20 anni potremmo avere un risparmio sanitario colossale, che ripagherebbe di ogni mancato introito e resterebbe strutturale: ciò non viene preso in considerazione, proprio per la brevimiranza degli amministratori italiani.

Abbiamo solo una chance davanti a noi per uscire da questa palude mefitica in cui ci siamo cacciati collettivamente: rifiutare l’uso dell’automobile, cambiare abitudini di spostamento; e strozzare così, dalla base, la famosa gallina. Le azioni politiche seguiranno. Potrebbero farlo, finalmente costrette. Altrove si agisce su questo da anni, e si prosegue su quella strada. 

Intanto cominciamo noi: abbandoniamo l’uso dell’auto privata. Rottiamiamole. E’ urgentissimo. Come si è visto, ne va della vita.

 

#OccupyAppiaAntica: in azione domenica 20

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Titolai questo post del 30 novembre 2014 “Una comunità costretta al fai da te”. Un allarme evidentemente non raccolto da nessun tipo di istituzione/amministrazione, visto che abbiamo rifatto la ciclabile popolare Santa Bibiana ben 3 volte. E visto che, anche su tematiche e viabilità ben più ampie per Roma (e per estensione: mondo, vista la notorietà planetaria dei luoghi), neanche si riesce a governare l’estromissione delle automobili private dall’Appia Antica, siamo costretti a rimettere in campo lo stesso principio e la stessa modalità: una comunità di cittadini, a mio parere rappresentanti di una modernità che a Roma non ne vuole proprio sapere di sbocciare mentre altrove è già matura e in costante evoluzione migliorativa, scenderà in strada per difendere la regina delle vie, continuamente violentata dal passaggio stolido e sordo di una mobilità che deve essere seppellita nel passato.  Continue reading

Il troll di partito: nuova figura di cui non sentivamo la mancanza

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Ora vi racconto una storiella, e capirete perché non vi comparirà il nome del personaggio né link che possano “nutrirlo”.
Sapete che nel gergo della rete di dice “don’t feed the trolls”, non date da mangiare ai troll. Per chi invece non lo sapesse, la frase invita a non andare dietro alle provocazioni di utenti del web che intervengono ad minchiam nelle discussioni per provocare casino e/o sviare l’attenzione.  Continue reading

Autostrada Appia Antica. Urge decoro urbano

Questa piacevolezza sopra espressa in un tweet del meritorio ente Parco Appia Antica oggi 22 novembre 2015, domenica, riassume bene che tipo di bestie umane occupino Roma. E che tipo di passato non voglia assolutamente scomparire, replicandosi all’infinito. Continue reading

Manutenzione ordinaria popolare


Attivisti romani hanno manutenuto oggi la ciclabile popolare di Santa Bibiana, inaugurata il 30 novembre 2014 (due giorni prima di Mafia Capitale) e ripristinata l’8 febbraio 2015 dopo la cancellazione a opera del comune.

È il terzo intervento spontaneo, deciso per migliorare la sicurezza del passaggio tra Esquilino e San Lorenzo – Tiburtino.

Nel frattempo è stato destituito un sindaco e nominato un commissario. Loro giocano a Risiko, i cittadini attivi curano la città.

ps tecnico: spesa di 67,50 euro, una ventina di attivisti, mezz’ora di impegno

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Nata ieri, già corre

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In questo post avrei voluto raccontare il percorso che ci ha portato a far nascere, in una densa assemblea nella splendida sala conferenze dell’Ex Cartiera Latina, cuore del parco dell’Appia Antica, l’associazione #Salvaiciclisti Roma.
Raccontare degli anni passati in semiclandestinità a costruire la nuova cultura della bicicletta, delle gioie legate all’appartenere a una comunità italiana finalmente moderna e consapevole e non trascinandosi dietro a schemi vecchi, obsoleti; raccontare di come abbiamo deciso collettivamente di andare ancora oltre e usare uno strumento tradizionale come l’associazione, noi tutti anarcoidi, per importare in un paese sfiatato e stanco persino di sé stesso la modernità in strada.

Be’, non ho tempo di fare il romantico e passo dunque al classico: al momento in cui scrivo le iscrizioni (per ora preiscrizioni, non abbiamo avuto ancora il tempo di mettere a punto i meccanismi) all’associazione, nata due giorni fa, ha superato il numero di 250. 

Un’accelerazione incredibile persino per me che sono un utopista nato.

Se per caso voleste partecipare anche voi al nuovo miracolo italiano potete usare questo form.