A generazione rancorosa pernacchia fragorosa

La sorte e una ragazzina mi hanno regalato uno dei momenti più belli che potessi immaginare, il Friday For Future dello scorso 15 marzo. La sorte, una ragazzina e un mucchio molto consistente, qualche milione, di ragazzini del mondo, di questo piccolo pianeta che ruota alla periferia di una galassia già di suo periferica. Appartengo a quella generazione che non ha visto il ’68 e che ha praticamente perso ogni appuntamento “riot” di rilievo. A dire il vero ha perso anche questo, perché nasce da una generazione differente dalla mia. Però almeno l’ho visto. Continue reading

“E i buoni cosa fanno?”

Partenza da Napoli, piazza del Plebiscito. Foto di Pietro Calmanti & il suo drone

L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifàr: era una costante giaculatoria di Bartali ai gregari, alla squadra, al mondo. Stranamente è stato questo ritornello del Ginettaccio ad accompagnarmi durante la Ciclostaffetta per Riace, nel mio caso circa 400 km e otto giorni di pedalata in gruppo per dare supporto al Nobel per la Pace da assegnare al paese jonico. E al suo attuale non sindaco.

Quando pedalo uso dei pensieri ossessivi e canzoni che fischietto per darmi ritmo. In viaggio il ritmo è tutto, se sei in bici; il fischiettio compulsivo è una mia caratteristica di cui non sono consapevole. Il pensiero è per lo più occasionale. Continue reading

Il paese di lamiera

Calembour nicastrense a spese di Frida Kahlo, in puro magnagrechense: mix tra dialetto locale e “buona” in greco

E così sono al sesto giorno di viaggio in bici verso Riace. Siamo rimasti in otto e abbiamo pedalato per qualche centinaio di km, quanti esattamente non so perché ho il contakm tarato male; chiederò agli altri.*

Ora siamo a Nicastro, uno dei tre paesi che collettivamente sono conosciuti come Lamezia Terme, ennesima stranezza italiana.

La sintesi di quanto fin qui provato è: l’Italia è un territorio, un insieme di conurbazioni, letteralmente seppellito sotto milioni di tonnellate di macchine.

Sono ovunque , in ogni anfratto, spuntano da ogni strada vicolo sentiero trezzera, basta che ci sia spazio ai lati e sotto, purché non si danneggi la carrozzeria o il pianale ogni spazio è Cosa Loro. In città e paesi è così ovunque.

Grazie a guide locali che di tanto in tanto ci hanno accompagnato siamo riusciti a percorrere strade semisconosciute e meno percorse da auto e camion. Brevi e bellissimi scorci di come potrebbe essere e invece non è.

Mentre scrivo sono nell’unica zona che abbia conservato la dignità architettonica e urbanistica di Nicastro, il piccolo centro medievale. Anche qui, come in altri piccoli centri visti lungo questo miniviaggio, la macchine passano quasi strisciando tra i muri e le altre lamiere accatastate nella pratica sacra del parcheggio, unico Dio.

Il nostro è un piccolo e semplice gesto per indicare lo schifo dell’emarginazione umana a fini di conquista del potere. E stiamo realizzando che siamo degli emarginati anche noi. Tant’è che il piatto legislativo che ci stanno preparando -non negativo: forse mortale- sembra nascere dalla stessa mentalità malata che ha prodotto il decreto Sicurezza, primo atto del secondo fascismo.

Domani saremo sullo Jonio, Ss 106, il demone. Pensateci.

*non si capisce

Riecco il solito obbligo di casco. Che noia

Baudelaire lo definiva spleen, rendendo popolare un termine che deriva dal greco e che significa milza, ma in epoca romantica era quella noia esistenziale che prendeva le menti più sensibili e complesse. Molto più banalmente io provo noia standard per l’ennesima strombazzata sulle “novità del codice della strada”, che da quando sono maggiorenne vengono offerte in pasto al pubblico a ogni legislatura. Neanche questa sfugge alla regola. Continue reading

In bici verso Riace. In nome della pace

Poteva venire in mente solo a chi ha fatto della leggerezza, della solidarietà e dell’impatto zero il proprio stile di vita: un viaggio invernale in bici da Roma a Riace, per mostrare idealmente e concretamente la necessità di rendere questi tempi meno idiotamente feroci e repellenti. Sto parlando della Ciclostaffetta della Pace, iniziativa partita in sordina e che sta diventando una specie di critical mass a tappe lungo 626 chilometri di stivale, con partenza il 16 febbraio. Fatta a mano, via social, senza mezzi né bandierine di questa o quella associazione. Continue reading

Automotive alla riscossa

Diversi segnali colti dagli attivisti della mobilità innocua stanno in questi giorni dimostrando che il settore legato all’automobile sta sotterraneamente andando all’attacco di chi attenta alla sua sovranità. Metto in fila un po’ di fatti apparentemente scollegati ma che ai più attenti (la temibile lobby dei ciclisti italiani, subdoli personaggi che in clandestinità stanno picconando le basi della convivenza automobilistica) stanno prefigurando un disegno di stile revanchista. Continue reading

Il viaggio di Massimo, da Roma ad Atene a sua insaputa

Chi non ha mai viaggiato in bicicletta immagina che farlo presupponga una discreta organizzazione. Anche chi lo fa, persino con una certa regolarità, tende a crearsi una zona di conforto minima ma presente. Attrezzi e ricambi, qualche vestito, l’immancabile suite antipioggia, qualcosa da mangiare in caso di calo di energia, sacco a pelo.

Il viaggio che voglio raccontare nasce invece nel modo più strampalato possibile: difficile venire a conoscenza di un viaggio così disorganizzato e casuale, potenzialmente disastroso. Si svolge nel luglio-agosto 2016. Continue reading

Vuoto a rendere

Tra le poche certezze della vita, a parte la sua inevitabile fine o la forza di gravità, ce n’è una tutta made in Italy: la quantità di persone trasportate in media da una singola autovettura. Questo numero è 1,2 e non cambia mai negli anni. Si trova nel Conto nazionale dei Trasporti, redatto ogni anno dal ministero delle Infrastrutture e trasporti fin dalla sua nascita. Senza offendere l’intelligenza di chi legge vorrei ribattere sul punto: ogni singola autovettura circolante in Italia porta dentro di sé una persona e qualcosina. Continue reading