European cycling challenge, la Roma che vince e quella che perde

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[I ciclisti romani sono un po’ come gli ebrei della diaspora, che durante il Pésach, la pasqua ebraica, si auguravano nel corso di due millenni: “la prossima pasqua a Gerusalemme”, senza mai vederla fino ai tempi recenti. Un po’ come per noi la ciclabilità a Roma, malgrado tutti i nostri sforzi]

Per il secondo anno di seguito i ciclisti “attivi” (una volta si sarebbe detto “impegnati”) romani hanno partecipato all’European cycling challenge, gara europea tra città del vecchio Continente a chi pedala di più. In Italia è stata promossa dal comune di Bologna, forse il più attivo in materia in questo rovinato Stivale. La prima città italiana è stata Roma, al 4° posto (l’anno scorso si era classificata al 3°). Il “podio” è tutto polacco: Danzica, Breslavia e Varsavia (quest’ultima si era classificata prima, l’anno scorso).

Tra i pochi confronti che ho da fare, quello chilometrico: in termini di classifica generale Roma ha sfiorato i 180.000 km nel mese di maggio, grazie ai 939 ciclisti che hanno effettivamente pedalato (gli iscritti erano 1.483); l’anno scorso erano stati poco più di 167.000 km, con un 30% in meno di pedalatori attivi (714): quindi nel  2014 abbiamo pedalato di più, in proporzione.
(*Ps sul punto in questione: da Bologna ci dicono che i dati non sono comparabili, perché l’anno scorso il regolamento era diverso. Io ne dubito, perché anche il chilometraggio di quest’anno “ripesato” secondo il vecchio regolamento  è in proporzione inferiore all’aumento dei ciclisti attivi. In fondo al post metterò i dati)

Chi ha vinto? Ovviamente le città polacche, che hanno dimostrato una capacità di fare squadra notevole, sia all’interno delle singole città, sia tra loro (nessuno mi toglie dalla testa che Varsavia abbia voluto lasciare spazio a Danzica, per il primo posto, una sorta di “ora tocca a voi”). Per quel che riguarda la mia città, Roma, a mio parere vince solo l’amministrazione che -a costo zero e sfruttando la disperata voglia di ciclabilità degli attivisti romani, mai considerati in nessuna delle loro espressioni o volontà e continuamente delusi dall’inerzia degli uffici tecnici e politici del Campidoglio- ha raccolto un’impressionante mole di dati; mi piace per esempio sottolineare l’enorme flusso di ciclisti sotto il tunnel di San Lorenzo, ormai più noto come la ciclabile popolare di Santa Bibiana, disegnata per ben due volte, a mano, dai volontari esasperati.

Chi ha perso? Noi.

Per noi intendo sia tutti coloro -ormai li conosco da anni- che continuamente si impegnano per scuotere dal loro sonno le brutte addormentate del Campidoglio, sia i meno consapevoli ma comunque vogliosi neociclisti romani. Perché abbiamo perso?
Perché, come l’anno scorso, abbiamo pedalato inutilmente -e senza alcun tipo di supporto ufficiale, a differenza delle altre città-. I dati dell’anno scorso potevano essere utilizzati per interventi sul territorio, cosa che non è mai stata fatta, anzi sono rimasti a giacere a lungo, finché non sono stati utilizzati da Marco Pierfranceschi. Niente mi lascia capire che non sarà così anche con i dati di quest’anno.

Cosa abbiamo dimostrato pedalando per l’Ecc 2015? Che ancora una volta vogliamo urlare la nostra voglia di ciclabilità moderna anche nella Roma eternamente infitta negli anni ’60; siccome lo facciamo da anni e nulla è accaduto, anche stavolta avremo giocato da soli.

E non mi venite a parlare del sindaco ciclista: quella è una mascherata a uso dei fotografi e della propaganda personale. 

Roma 2014
iscritti: 1.145
ciclisti attivi (con più di 10km): 714
km percorsi: 167.329 km (234 a testa in media)

Roma 2015
iscritti: 1.483
ciclisti attivi (con più di 10km): 939
km percorsi (da statistic leaderboard): 196.206 km (208 a testa in media)

6 thoughts on “European cycling challenge, la Roma che vince e quella che perde

  1. Il valore statistic è il totale dei km percorsi inclusi quelli non validi ai fini del regolamento. Il totaleeffettivo è 179914. Per il resto, ancora una vokta , mi tocca essere d’accordo con te.

  2. Io francamente trovo incredibile che i ciclisti romani abbiano ancora voglia di lottare in una città che nel 2015 è a livello delle peggiori città europee degli anni 70.

    È incredibile.

    Che altro dire? Vi abbraccio, ne avete bisogno.

  3. ecc.. Un sistema troppo soft per fare una rivoluzione a pedali. Sono stanco di invecchiare sui pedali senza una spinta veloce e concreta che, in qualche maniera faccia vedere dei cambiamenti radicali e veloci in fatto di mobilità a misura umana.

  4. Non ho gli anni in bici di RotaFixa, solo da 3 anni pedalo ovunque.
    Ma: si organizza ogni mese il BikeToSchool, si viaggia in treno con le pieghevoli, si va al lavoro con scatto fisso (se fa freddo) e con pedelec (se fa troppo caldo), si fanno e si inventano percorsi urbani che collegano parchi e strade, si partecipa con figlie/figli alle Critical Mass , alle ciemmine, alle ciemmone (domenica scorsa, ad esempio), si lavora nei municipi al ripristino di tratti di ciclabili esistenti, si lavora ad idee e progetti nel mondo della ciclabilità, del bike Sharing, dello sviluppo delle cosiddette smart cities. Tutto questo a Roma, non a Lubecca. Vero, risposte dalle istituzioni vicine allo zero. Ma non è il momento di analizzare sconfitte. Lo sapete meglio di me, è il momento di pedalare! Ognuno come può, in tutti i sensi. La miglioriamo, questa città. E non solo questa.

  5. che senso ha ecc se nemmeno si riesce a tagliare l’erba sulle piste ciclabili ? L’unica arma che abbiamo è quella di moltiplicarci e diventare una lobby potente, finchè siamo 4 gatti non ci si fila nessuno

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