Verso l’archiviazione degli amministratori inerti

Dalla nascita del movimento #salvaiciclisti abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare. L’imponente mobilitazione culturale, iniziata mentre l’Italia era sotto la neve, Roma compresa; la più grande manifestazione che si ricordi per la ciclabilità, il 28 aprile ai Fori imperiali gonfi di gente; campagne come le zone 30 km/h e l’infortunio in itinere; dare vita a iniziative locali di ogni tipo, come il Libero ateneo del ciclismo urbano e delle Piazze della bicicletta, che ora altri stanno pensando di replicare nelle loro rispettive città; costante e inflessibile pressione mediatica; nel frattempo la costruzione degli Stati generali della Bicicletta e della Mobilità nuova, a Reggio Emilia il 5 e il 6 ottobre scorsi; la conseguente messa a punto del Libro Rosso della ciclabilità eccetera, un volumetto che condensa ogni indicazione possibile per un reale cambiamento delle strade, anche attraverso il cambiamento delle mentalità dominanti oggi, e in via di rapido disfacimento secondo noi e secondo i più attenti osservatori.

La domanda è: e adesso? Ripeto, l’azione coordinata e consapevole di base ha fatto tutto ciò che poteva, e doveva. Ha supplito alla beata/beota distrazione delle amministrazioni, durata decenni. Ha indicato non solo il problema ma anche le soluzioni; addirittura ha mostrato l’esistenza di una vasta base di consenso verso un cambiamento della mobilità, necessario per tutti i motivi umanistici e scientifici possibili e immaginabili.

Adesso tocca alle amministrazioni. Sarà nostro ulteriore compito portare a chi gestisce i vari pezzi di società il Libro Rosso, e poi però basta: adesso siano loro a mettere in movimento mani e cervello. Noi abbiamo bisogno di cambiamenti rapidi. Oltre a tutte le ragioni del caso, abbiamo una sola ultima “arma” a nostra disposizione: la possibilità di sostituire amministratori sordi o inefficienti.
Manca poco alla scadenza di quasi tutte le amministrazioni e le rappresentanze d’Italia, e soprattutto Roma, da cui il cambiamento può partire davvero visto lo stato desolante e disastrato in cui è stata ridotta questa città da decenni e contemporaneamente la sua immensa capacità evocativa, simbolica.

Noi abbiamo messo tutti gli amministratori italiani in condizione di poter agire. Adesso li guardiamo. Chi non agisce verrà archiviato. Ma sostituito con chi? E questa è una nuova battaglia: all’orizzonte non si vede ancora l’alba. Nel frattempo qualcuno tra i ciclisti impegnati comincia a parlare della formazione di liste civiche. Si vedrà.

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