Il novantenne che straccerebbe il sindaco di Roma

Sono appena tornato dagli Stati generali della bicicletta, a Reggio Emilia il 5 e il 6 ottobre. Più il 7, giorno in cui sono state messe a punto le future strategie del movimento #salvaiciclisti.
Gli Stati generali, un appuntamento diciamo “tecnico”, hanno visto la partecipazione di centinaia di persone. Attivisti, assessori, sindaci, tecnici, politici, pochissimi curiosi, molti che si sono iscritti ai vari tavoli tematici. Ma non è di loro che vorrei parlare.
Vorrei invece raccontare di una presenza notevole, che a volte stava vicina a me, a volte no, visto che girellava come una trottola.
Era un signore molto anziano, di 90 anni, che si appoggiava ad un grosso bastone, uno di quelli seri, che può servire sia da appoggio sia da dissuasore attivo. Per quasi tutto il sabato ha assistito alla sessione plenaria, spesso accompagnato di qui e di lì dal sindaco di Reggio Emilia e dall’assessore alla mobilità, alternativamente. Lo accompagnavano al bagno, a prendere un po’ d’aria, lo facevano sedere nella fila delle cosiddette autorità: la prima, quella più facile per un anziano debole e claudicante come lui.
Voleva intervenire ma poi è dovuto andare via: e questo ce l’ha raccontato Paolo Gandolfi, l’assessore: “Voleva portare il suo contributo al cambiamento, sono solo due proposte e ve le dico io, lui non poteva restare oltre”, ha detto l’assessore, chiarendo che, finché il fisico aveva sostenuto, quell’uomo era sempre andato in bicicletta. Le proposte di questo sconosciuto anziano -non hanno voluto dire il nome- erano semplici: “i ciclisti dovrebbero sempre andare sulla sinistra, così vedono chi gli viene addosso; in tutti i casi di attraversamento la precedenza dovrebbe essere data ai ciclisti”.
Semplice semplice, efficace, dirompente. Solo saggezza. Vecchio benedetto, t’avrei baciato.

In questa splendida due giorni, mi è poi venuto da pensare, non c’è stato nessun rappresentante del comune di Roma. Per me, romano e uno degli organizzatori, dovrebbe essere un motivo di delusione, no?. E invece ero felice come un puledro: mai avrei voluto vedere esponenti della più ignava, ignorante e inefficiente  (le uniche tre “i” che la destra italiana può vantare) amministrazione romana che io ricordi. Ero felice che non ci fosse nessun rappresentante romano, gente miracolata e che si trova al posto che occupa per l’enorme botta di culo che ha avuto, dovuta all’impresentabilità del candidato del Partito democratico, Rutelli: un suicidio politico che ha portato Alemanno a tutti, e a molti di noi l’oscena visione di fascisti che facevano il saluto romano al Campidoglio.
Questa gente non aveva nessuna ragione d’essere ai due giorni degli Stati generali della bicicletta e della mobilità nuova: si è trattato di un incontro di cultura della strada: sia popolare sia tecnico, di altissimo livello nella massima parte degli interventi e nelle conclusioni dei tavoli tecnici, che a breve saranno pubbliche nella loro interezza. Gli amministratori romani non sono all’altezza di queste proposte, e mi sarei vergognato a vederli lì a biascicare fesserie. Meno male che, anche se non invitati, non hanno fatto niente per andarci.

Sarebbe bastato un signore emiliano di 90 anni con la sua sua saggezza semplice e distillata a stracciare un sindaco inconsistente e dannoso come Alemanno, incapace persino di far rallentare le macchine sui Fori Imperiali, sotto la finestra della stanza che ancora occupa. Un signore di 90 anni che ha la voglia di partecipare e dare il suo contributo al futuro mi rappresenta mille volte di più di qualsiasi sindaco romano degli ultimi 40 anni. Uno così prenderebbe a bastonate i costruttori e chiunque rovini il suo territorio.

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