Cos’è giusto per le galline? Ne parla un seminario di volpi

“Consiglio di volpe, danno a gallina”, dice la saggezza popolare campana. Sta per succedere esattamente questo, l’11 aprile a Roma, grazie un breve (dalle 10 alle 12,30) seminario sulla ciclabilità che vorrebbe parlare all’Italia partendo dalla sua capitale. L’idea è della locale Agenzia per la mobilità, in collaborazione con indovinate chi? Federazione internazionale dell’automobile e Automobile club d’Italia. Gli inviti a partecipare sono stati inviati la scorsa settimana e quando me l’hanno inoltrato non riuscivo a credere ai miei occhi.
Si tratta di un “interactive talk” (il testo dell’invito che mi è stato girato è in inglese, lingua che oggi svolge il ruolo del latinorum di manzoniana memoria quando si tenta di far passare delle iniziative per roba moderna) nell’ambito dei Fia Smart Cities talk, porta il titolo di “On the right track to cycling promotion and infrastructure”, facendo l’occhiolino al termine inglese che identifica le piste dei velodromi.
La “pista giusta”, dunque; dell’assurdità di far parlare di cose “giuste” per la ciclabilità soggetti che sono di fatto i killer di ogni possibile sviluppo della ciclabilità stessa pare non essersi accorto nessuno, tra i promotori. Ma è giusto, rimuovere le proprie manchevolezze è un meccanismo umano; e di questi tempi non è che sia di moda quel sentimento antico chiamato pudore, anzi pare che sia in gran voga il suo contrario. Ma entriamo nel dettaglio dell’appuntamento.

Si svolge nella sede nazionale Aci, che è di fronte alla stazione Termini: quel luogo da dove hanno recentemente sequestrato le biciclette agganciate ai parapedonali per assoluta mancanza di rastrelliere; e sul tetto della quale è invece in costruzione il più grande parcheggio per automobili private del centro, in controtendenza con il resto d’Europa dove invece si cacciano letteralmente le macchine dai centri storici.

Gli interventi vedono in prima fila il presidente Aci e il rappresentante Fia, insieme all’assessora romana alla Mobilità. Poi un gruppetto di tecnici, da quelli dell’agenzia alla mobilità ad altri tra cui -leggo- il presidente di EuroRap, acronimo che non conoscevo. Consulto Wikipedia: si tratta di un organismo che tratta di sicurezza delle strade dal punto di vista automobilistico, cioè qualità di progettazione, costruzione, asfalti eccetera. Delle strade, non sulle strade.

E i ciclisti sono rappresentati? Qui viene il bello: nella lista dei partecipanti c’è la presidente della Federazione italiana amici della bicicletta, che però ha declinato l’invito fattole dalla Fia. Appare tuttavia ancora in lista; d’altronde la scorrettezza nelle manovre di chi vive di e in automobile è cosa nota.

Non attribuisco grande valore ai convegni, ma l’insensatezza e la vacuità di questo, e soprattutto l’assenza totale di sensibilità politica da parte di chi organizza, mi colpiscono particolarmente. Non servirà a nulla se non alla personale soddisfazione di chi parlerà a microfoni facendo la sua bella esposizione, ma il ceffone dato a noi biciclettari scotta e non è passato inosservato.

Così come non è passato inosservato, sempre in questi giorni a Roma, un altro atto di insensata follia: il divieto di transito alle bici nel centralissimo traforo Umberto I, che passando sotto il Quirinale collega via Nazionale con via del Tritone: un passaggio fondamentale per collegare due settori di centro storico altrimenti difficili da connettere. Il motivo? Siccome alcuni ciclisti passavano sul marciapiede per paura delle alte velocità delle auto (il limite è 30 km/h), è stato deciso di interdire tout court il loro passaggio. Però c’è il seminario volpino all’Aci.

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