Una truffa sotto gli occhi di tutti: la metro C a Roma

Non ha senso fare metropolitane interrate a Roma.

L’unico semmai è quello di far guadagnare i costruttori: che sono la vera peste eterna di questo posto, e i grandi sostenitori di ogni tipo di classe amministrativa sia passata da qui. E di certo questo obiettivo non interessa affatto la popolazione della città […]. Questo luogo è ininterrottamente abitato da poco meno di 3.000 anni, ha avuto una storia notevole e lunga, e anche dopo il suo declino come centro del mondo occidentale conosciuto si trovò comunque un modo per darle importanza: centro della cristianità e relative conseguenze, ripopolamento, monumenti, altra grandiosità. […]. A Londra se scavi sottoterra rischi solo di sbucare sul Tamigi e se non sei un completo idiota ti adoperi per non farlo.
Tutti noi romani sappiamo che qui basta dare un colpo di piccone che salta subito fuori una statua di Giulio Cesare o qualche altro ricordino del passato, ville antiche, mosaici, bassorilievi e tutto il  cucuzzaro di tre millenni.
Gli unici a non saperlo sembrano essere quei cialtroni che fanno finta di pensare in grande e si riempiono la bocca di parolone e le tasche di soldoni […]
Grandi bei buchi sottoterra, centinaia di mesi per fare pochi chilometri con le talpe che scavano e scovano la villa di Domizio, Dorizio o Patrizio ad ogni metro, con stalle, steli, archi, cupole statue tombe gioielli. […]
E allora perché continuate a scavare per mettere i trenini sottoterra invece di metterli al livello del suolo? Ci sarà un motivo?
Certo che c’è: costa di più, lucra di più; e poi c’è la solita maledetta macchina a farla da padrone. Non si vuole togliere spazio sulle strade, sacre alle vetture private […]
L’uovo di Colombo è la metropolitana. Per quella C è notizia recente che la Corte dei Conti, un collegio di signori piuttosto seri, ha dimostrato in ben 182 pagine che i quattrini sono finiti, visto che i costi sono aumentati fino a oltre 5 miliardi di euro, quasi il 170% in più del previsto, comunque eccessivo. […] Spendere 5 miliardi di euro per fare buchi a terra non è esattamente un colpo di genio. Anche se si considera che con quella cifra si potrebbe innervare Roma di migliaia di tram […]I tram non sono convenienti? Vero, non si consumano mai e durano decenni, al limitecambi le spazzole al motore elettrico una volta ogni morte di papa, le rotaie sono praticamente eterne. Quindi non possiamo comprare mezzi e relativi e continui pezzi di ricambio all’industria nazionale, gasolio, gomme, riparare l’asfalto, i soliti poveri costruttori che farebbero? Niente spesa pubblica, niente lucro privato. […]”Ho scritto il testo qui sopra nel febbraio 2012. E’ notizia di questi giorni che la procura di Roma, ha indagato 25 persone per truffa (230 milioni) legata alla metro C dal 2010 al 2015, tra cui l’ex sindaco Alemanno e il suo assessore ai Trasporti, Aurigemma, e l’assessore di Marino, Improta. Ci sono anche il “mitico” ex dirigente del Mit Ercole Incalza e i vertici di allora di Roma Metropolitane e del consorzio Metro C.
Lo riscrivo oggi non per bullarmi da veggente ma per sottolineare ancora una volta che basta un minimo di buon senso per capire che certe opere servono solo in ultima analisi, e forse, alla cittadinanza e che i miliardi sprecati potrebbero essere meglio utilizzati. Lo stesso identico discorso vale per la tratta Tav Torino-Lione.
Tram invece di metropolitane: costano meno e sottraggono spazio alle automobili private. Bisogna cambiare radicalmente ottica e lasciare i buchi di metropolitane e Tav ai sottosuoli, e ai paesi, che possono permettersele.

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