Ciclabile Nomentana, e voi dove eravate nel 1990?

Lunedì 22 gennaio apriranno i cantieri della ciclabile sulla Nomentana, una vicenda romana che però può essere utile al resto del paese per capire un po’ che popolo siamo.
L’idea della ciclabile la ebbe uno dei sindaci ormai dimenticati dell’era del pentapartito, Franco Carraro, nel 1990. Quasi 28 anni per fare quasi 4 chilometri di ciclabile in un posto tutto sommato abbastanza evidente, una strada dritta e larga con i controviali, con una pendenza moderata.
Carraro era stato eletto sindaco dal consiglio comunale (allora non c’era l’elezione diretta), una delle spartizioni fuoriuscite in seguito al famoso “accordo del camper” tra Bettino Craxi e Arnaldo Forlani.
Preistoria politica, Tangentopoli sarebbe esplosa l’anno dopo. 

C’erano la lira, il marco, la dracma eccetera. L’Inter Rail costava poco e ti portava ovunque. Non esisteva ancora il programma Erasmus.
In quell’anno venne assegnato il Nobel per la pace all’allora segretario del Pcus Michail Gorbaciov; George Bush padre iniziò la prima guerra del Golfo; a Roma venne assassinata Simonetta Cesaroni, delitto ancora senza colpevole; si riunificava la Germania, fino ad allora divisa in Est e Ovest (e veniva smantellato il checkpoint Charlie); McDonald’s apriva il primo fast food a Mosca; Mandela era stato liberato a febbraio.

[Per quel che riguarda la mia vita, mi ero laureato l’anno prima e nel ’90 stavo buttando il mio tempo nel servizio militare, che era obbligatorio. Sarei diventato giornalista l’anno dopo e professionista dopo 4 anni].

Internet era roba per eletti: la prima interfaccia grafica, Netscape, nasceva nel ’92; il primo Pc Ibm era stato messo in produzione 9 anni prima, conquistando la copertina di Time come “uomo dell’anno” (e dandomi l’occasione per un tema di maturità che mi è fruttato 10, lode e bacio accademico), e nell’84 usciva il primo Mac(intosh). L’immagine che ho messo in apertura forse ricorda qualcosa a qualcuno, i mondiali peggio organizzati della storia, la costruzione del terminal Ostiense, dove non passavano i treni perché le banchine erano troppo strette, poi abbandonato e recuperato in anni recenti con l’apertura di Eataly, dopo decenni di abbandono. Arbore aveva fatto Quelli della notte nell’85 (anno dell’enorme nevicata a Roma), e Indietro tutta due anni dopo. Gegé Telesforo era giovanissimo, e persino Frassica era giovane.

Se volete conoscere le varie evoluzioni della ciclabile Nomentana, potete andare qui. (Ah: i link, nel ’90, non esistevano: l’ipertesto era già teorizzato ma non ancora realizzato, andate a leggere o cercare Literary Machines di Ted Nelson).

Il progetto è stato sbloccato l’anno scorso, a gennaio 2017. Era fermo, dopo essere stato per l’ennesima volta ripescato (dalla giunta Marino, terzo o quarto ripescaggio) e rapidamente incagliatosi. Roba da poco, bisognava solo trattare qualche dettaglio con la Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici. L’ultima comunicazione tra comune e soprintendenza risaliva al marzo 2015, poi niente, tutto fermo, silente, lapidaceo. E finanziato, tuttavia. E’ bastato chiedere un appuntamento all’allora soprintendente, Margherita Eichberg, e andarci a parlare. Dopo aver concordato un sopralluogo, è arrivato il via libera. Una fesseria, solo normali rapporti istituzionali e dialogo (di cui nessuno si era mai fatto carico).

Siamo in queste condizioni. Quasi tre decenni per un’opera abbastanza ovvia. La storia di questo percorso dedicato alla mobilità ciclistica (che nel ’90 era vista come uno svago domenicale, e anche oggi in molti pensano che andare in bici sia uno sport/tempo libero) ci sbatte in faccia il nostro modo ridicolo, truffaldino e in fin dei conti un gran bel po’ idiota di stare al mondo.

Malgrado tutto, si fa festa (la resilienza dei ciclisti romani è da Olimpo): ci vedremo sotto il Bersagliere di porta Pia alle 13 di lunedì 22 gennaio, per un pic nic. Portate da bere.

3 thoughts on “Ciclabile Nomentana, e voi dove eravate nel 1990?

  1. Nel 90, appresso a molte opere realizzate e mai utilizzate, o solo parzialmente. Uno spreco di risorse pubbliche enormi. Ma, che je frega ai romani: c’erano i mondiali a Roma, e tutti a guardare la sfera, manco fosse magica. Oppure sì?

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