Andrea Colombo, lascia il Pd e vieni a Roma

L’assessore, ormai ex, ai Trasporti di Bologna, Andrea Colombo, non è stato riconfermato. Aveva avuto il record di preferenze. Il sindaco, uno dei pochi miracolati Pd, l’ha definito “divisivo”. Solo perché alcuni bottegai non hanno gradito il tardivo avvicinamento di Bologna alla modernità: la tangenziale per le bici, le pedonalizzazioni, la velostazione Dynamo (in poco tempo diventata uno dei luoghi attrattori della città).

Vorrei che Colombo lasciasse quello schifo di partito, ormai fradicio dentro, e venisse a fare l’assessore a Roma. Ci sarebbe utilissimo.

6 thoughts on “Andrea Colombo, lascia il Pd e vieni a Roma

  1. Virginio Merola esclude Andrea Colombo dalla nuova giunta di ‪#‎Bologna‬.
    Un amministratore che nei passati 5 anni ha guardato alle esperienze più avanzate di altre città europee per modellare la città, e il modo di spostarsi in essa, in senso più sostenibile.
    Niente, si torna indietro, si stava scherzando.
    Pessimo segnale.
    Il ‪#‎PD‬ è veramente una merda.

  2. La mia idea di amministrazione prevede la capacità di risolvere i problemi del quotidiano, ma nel contempo progettare il futuro. Per fare questo ci vogliono persone capaci, con una vision superiore, ed una autonomia che viene dalla autorevolezza. Poniamo invece che un cialtrone, che non ha un lavoro, trovi nella politica la risposta ai suoi problemi, con un partito (con molti altri cialtroni all’interno) che lo sostiene, ma anche lo tiene in pugno. Ecco, in una situazione del genere la politica sarà molto simile a quella che vediamo oggi, capace di toccare abissi sempre più profondi. Mala tempora currunt.

  3. Spesso vengono affidate responsabilità a persone che, per pararsi, applicano il concetto “chi non fa, non fa errori”.
    Colombo non è tra quelli, non è esente da errori (chi lo è?) ma si è speso per cercare di fare al meglio il suo mestiere dando un contributo per una città migliore.
    Non capisco l’amministrazione che, graziata dalle votazioni, sconfessa la politica svolta dall’ottimo Colombo: ma allora non ci credevano neanche prima!
    Anche chi prende l’auto per fare 300 metri, o di chi pensa che il valore sia far parcheggiare sotto al negozio va ascoltato, ma anche educato al bene comune.
    Non confermare Colombo dimostra invece che le proteste non sono state gestite (per farlo bisogna avere un programma di lungo respiro) ma subite, e l’epilogo più semplice è stato “cambiare”. La cosa buffa è che cambiare l’assessore non solo non placherà il partito dell’auto, ma ha già deluso chi invece anela ad una città migliore, e come minimo tutti quelli che hanno espresso la preferenza per Colombo.

  4. Io direi che, prima di tutto cambiare la mentalità dei romani e poi quella dei politici!!!!!!!!!
    Paolo

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