Nel nostro piccolo

13245412_1605274369763384_438874424135169886_n

Mentre tutta Roma si interroga chi e cosa votare, e soprattutto se andare a votare, nel rione di Monti, così centro storico che qui è la Suburra, ovvero la prima periferia in assoluto della storia romana, abbiamo collettivamente fatto una piccola scelta di modernità. 

Ricorderete che alla fine del 2014, complici i lavori dell’Italgas, ci inventammo una raccolta firme per trasformare definitivamente via Urbana (anticamente Vicus Patricius, dove abitavano insieme plebei e patrizi, dove nacque Giulio Cerare e dove veniva a scopare furiosamente Messalina, provando a mantenere un ridicolo incognito ma lo sapevano tutti come al solito) in via pedonale. Per la prima volta nella cronaca romana dacché esistono i giornali ci fu un’alleanza tra commercianti e residenti per una pedonalizzazione. Di solito i commercianti sono -stolidamente- contrari. 

Renato no. Lui e la moglie hanno un piccolo shop di qualità, artigianale, proprio qui. E Renato era, ed è, il presidente dell’associazione di strada, anche questa unica a Monti. Quando gli proposi di provare a mantere la bellissima condizione di strada liberata dalle macchine, che prima parcheggiavano sui due lati non lasciando nessuno spazio ai corpi biologici, accetto’ subito. Non solo per tornaconto (per tutti i negozi in quel periodo gli incassi erano aumentati) ma soprattutto per senso estetico e di giustizia sostanziale.
Raccogliemmo oltre 1.200 firme; nel gruppo Facebook lanciato lì per lì da Massimiliani  arrivammo a 900 iscritti in un giorno; uscì un articolo su Repubblica cartaceo.

Apriti cielo: venimmo osteggiati da un gruppetto di residenti, con alla testa una consigliera municipale a suo dire ambientalista. I mesi successivi furono un inferno di calunnie e boicottaggi, con mezzi che definire antietici è poco.

In tutto ciò formalmente il Primo Municipio vedeva con interesse la nostra proposta, si presentarono subito vari esponenti, parlammo parecchie volte con loro. Ma costoro, si scoprì, parlavano di più con i contrari, e continuano a farlo ancora oggi. Quale sia il senso di tali legami, in presenza di una strategia politica ufficialmente a favore della pedonalizzazione del centro storico romano, non è dato sapere. Ma capire sì. La nostra proposta fu lentamente strangolata nei mesi malgrado assicurazioni, perfino una delibera in verità ambigua ma che lasciava ben intravedere. Alla fine la cosa, come era ovvio da subito, passò nelle mani del Comune (a cui noi avevamo consegnato la raccolta firme, ma che decise di investire il primo Municipio della questione, anche se noi eravamo contrari), che decise di lasciare il passaggio alle auto, un parcheggio organizzato a destra e il divieto di parcheggio a sinistra (come da codice della strada, quindi nessuna novità se non il ripristino delle regole). Oggi dunque, anche se la strada appare ordinata, via Urbana / Vicus Patricius è di fatto un corridoio stradale di servizio per i camioncini delle merci, per le macchine dei locali che cercano parcheggio, veicolarità varia. Due sole differenze rispetto al passato, una in peggio e una in meglio: la seconda è che non siamo più costretti a strisciare tra le lamiere per camminare senza essere investiti, la prima è che con la strada un po’ più libera i mezzi a motore hanno aumentato la velocità. Di fatto uno schifo.

Dalla cacciata di Marino e la prospettiva di elezioni anticipate abbiamo dunque deciso di saltare la barricata e candidare qualcuno di noi al consiglio municipale, non solo per la pedonalizzazione di via Urbana o di Monti, ma per esportare la nostra voglia di una città bellissima finalmente liberata dal “facciocomecazzovojo, ho pagato il bollo e lascio la maghinadovemepare”. Disperati e delusi dalla pochezza dell’amministrazione uscente abbiamo preso questa decisione, forse avventata ma sicuramente unanime.

E la scelta non poteva che cadere su Renato Gargiulo, l’unico che -è stato provato da quei mesi d’inferno- riesce a non perdere la calma e la visione del punto d’arrivo anche in condizioni di continua vessazione e pressione non solo emotiva (gli fu persino danneggiata l’insegna del negozio). Una bravissima persona capace, sincera con tutti i suoi difetti ma nessuno limitrofo alla falsità, che è in lista oggi nella Sinistra per Fassina e a cui convintamente va la mia fiducia e quella degli altri di qui. Così come spero di moltissimi iscritti nei registri elettorali del primo Municipio di Roma, e che quindi invito a preferirlo con una bella X sulla scheda. Sì, lo so, di questi tempi siete subissati di richieste. Ma questa che vi propongo è ben motivata.

Votate Renato Gargiulo.

One thought on “Nel nostro piccolo

  1. Roma ha una sua peculiare antropologia, che esprime una religiosità altrettanto peculiare. L’unità elementare della società è rappresentata dal Romano Nella Sua Automobile. La forma più pura di espressione del ruolo di cittadinanza prevede che il Romano utilizzi DA SOLO la sua Automobile, cosicché i suoi congiunti possano utilizzare, sempre DA SOLI, le altre Autovetture necessarie all’anabolismo del nucleo familiare. Luogo di culto privilegiato è il Parcheggio, e il bisogno di osservanza di questo culto sopravanza grandemente la disponibilità di aree dedicate. Il Parcheggio è necessario per potersi Recare: al Centro Commerciale; al Lavoro; al Centro Storico di sabato pomeriggio; al Ristorante con i tavolini abusivi che configurano il Dehors Abusivo. Tutto ciò che possa ostacolare l’espletamento di tali Bisogni Spirituali è considerato Empio e meritevole di soppressione, ed è definito come Fastidio. Il pedone è un rompicoglioni. Il ciclista un perdigiorno pericoloso. La carrozzina col bebè sulle strisce è un attentato subdolo ai punti patente.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *